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Brancaleone MARINA

 

Brancaleone Vetus, così come viene chiamato dagli storici, posto su una rupe rocciosa di arenarie a 300 m. s.l.m, è oggi un centro abbandonato, sostituito come sede comunale da Brancaleone Marina sorta dopo il terremoto del 1783 dalla quale dista 5 km. La posizione altimetrica strategica permette di dominare visivamente la costa jonica da Siderno a Melito Porto Salvo. Le origini di Brancaleone Superiore sono remote quanto incerte. Secondo alcuni studiosi forse un primo nucleo di popolazione si insediò nel sito, intorno al X secolo, quando il territorio circostante fu più volte interessato da incursioni saracene. Infatti le notizie più antiche risalgono al 952, anno delle prime scorrerie mussulmane compiute dai saraceni che si scontrano con l'esercito bizantino. Fu in questa occasione che uno stuolo di saraceni saccheggiò una località prossima al mare tra Capo Spartivento e Capo Bruzzano, che con tutta probabilità corrispondeva a Brancaleone Superiore. Tra il V e il VI secolo, assieme ai trasferimenti dei condottieri e combattenti di ventura che venivano dall'oriente, si accompagnavano preti e monaci greci, appartenenti all'ordine dei Basiliani. L'arrivo dei monaci Basiliani nel comprensorio dell'antica diocesi della città di Bova, di cui fà parte la terra di Brancaleone, è stato di notevole importanza, in quanto, probabilmente alcuni centri urbani sono sorti per la loro presenza e per le opere di beneficenza che prestavano.Favorito dalla "grecanicità" locale, il monachesimo ebbe un notevole sviluppo; molti furono i conventi e chiese da loro costruiti, e i loro resti costituiscono un patrimonio di notevole valore storico ed artistico. Probabilmente anche Brancaleone Superiore è sorto con l'aiuto dei monaci: si ha infatti notizia che le grotte di Brancaleone scavate nella roccia, sono di quell'epoca, che verso la fine del 1330 vi era un monastero con otto monaci, che nel 1310 vi era una chiesa protopapale a Pressoceto. Nella prima metà del quattrocento doveva appena aver superato un periodo di crisi, con un accentuato spopolamento, se il feudatario Geronimo Ruffo chiese una riduzione delle collette per la perdita di molti fuochi. Nella parte culminante di Brancaleone Superiore sono contenuti avanzi del complesso fortificato del castello medievale. Nel 1489 e nel 1494 faceva parte di quell'elenco di castelli che Alfonso D'Aragona , duca di Calabria, riteneva di dover fortificare per potenziare le difese del regno. Sappiamo che il centro era munito di un castello che alla fine del quattrocento necessitava di riadattamenti, ma è ignota sia la nuova fortificazione che la data stessa in cui il castello fù costruito. Inoltre nel reg. Quinternione 78°, f.201 ( Archivio di Stato di Reggio Calabria ) è registrato quanto segue: " Nell'anno 1571 Don Alfonso De Acerbo, conte di Simari, vende a Don Cristoforo La Rocca di Messina la terra di Brancaleone col suo castello per ducati 20.000". Quindi con questo atto di vendita, abbiamo la certezza documentata dell'esistenza di un castello nella terra di Brancaleone. Attualmente del complesso fortificato rimangono pochi ruderi a causa dell'incuria dei maggiorenti del paese che dall'epoca lo distrussero per appropriarsi dei pregiati materiali al fine di costruire i loro palazzi gentilizi. La chiesa madre di Brancaleone Superiore, era la parrocchia dell'Annunziata, chiesa protopapale, situata in alto al centro del paese. Il sisma del 1783 provocò gravi danni in quasi tutta la Calabria , a Brancaleone anche se non fù registrata nessuna perdita umana, vi furono danni per più di venticinquemila ducati. Nel 1779, Brancaleone Superiore subì ulteriori danni nel terremoto del 1905 e dopo il sisma del 1908, veniva deliberato il trasferimento dell'abitato da farsi a totale carico dello Stato, ma nel 1928 il provvedimento deliberato veniva revocato. Fu progressivamente abbandonato dalla popolazione, nel 1952 in seguito ad un'alluvione, che si trasferì nell'insediamento di Brancaleone Marina sorto sul litorale. Anche le origini del nome sono molto incerte. Sembra che anticamente si chiamasse Sperlinga o Sperlonga dal latino "Spelonca" cioè caverna. Derivazione di questo nome, non si ha nessuna certezza ma soltanto ipotesi fatti da alcuni autori, secondo i quali potrebbe derivare dalle zampe anteriori del leone dette volgarmente branche, o dalla presenza in questa zona del fiore di una pianta chiamata boccalone. Altre ipotesi è che il nome sia stato dato per riconoscimento al valore militare di un miles che portava qauesto nome.